Week-end a Parigi con passeggino…

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Perché non andiamo a Parigi il prossimo fine settimana? Tanto c’è il TGV che ci porta da Ginevra direttamente a Gare de Lyon! Be’.. diciamo che non è proprio dietro l’angolo come si pensava (500km…) ma insomma, alla fine siamo stati contenti!

Siamo partiti giovedì sera con il TGV da Ginevra. Siamo arrivati tardino (3 ore di treno con mezz’ora di ritardo e la Valentina che non ha chiuso occhio neanche un secondo) ma avevamo prenotato un albergo proprio davanti alla stazione. L’albergo Hôtel de France era veramente troppo caro per le 3 stelle che sventolava (questo succede spesso in tutta la Francia…) E’ vero che aveva due bagni, ma la stanza era minuscola con 3 letti singoli, due finestre delle quali una neanche si apriva e corridoi e ascensore cosi’ minuscoli.. che bisognava fare le contorsioni per riuscire ad entrare con il passeggino…

Venerdi, primo giorno pieno. Dopo colazione ci incamminiamo a piedi ***con il passeggino*** a Notre Dame, dove raccogliamo qualche bella foglia nel giardinetto dietro la chiesa e passiamo sul ponte degli innamorati (per caso perché non lo sapevamo o io non me lo ricordavo). Da li’ passeggiamo lungo la Senna, passiamo uno dei tanti fantastici ponti di Parigi e ci ritroviamo al Louvre. Ci dirigiamo verso le Jardin de Tuileries e li’ sosta. Prima sosta: giostra (in fondo a destra). Seconda sosta: giardini pubblici proprio davanti alla giostra. Approfittiamo che V. si sia addormentata nel passeggino per andare a piedi alla Torre Eiffel.. appena arriviamo si sveglia e in teoria ci sarebbe piaciuto salire in cima ma riusciamo ad ammirarla solo dal basso perché c’era una coda interminabile.. Io speravo che avessero fatto delle corsie preferenziali per le giovani mamme con il passeggino (come all’aeroporto) ma la risposta è stata: “Sognatele!!” Scattiamo qualche foto e poi prendiamo al volo un autobus a due piani, tremendamente turistico e soprattutto tremendamente caro, ma che a noi (mamma + Valentina) è piaciuto molto e torniamo cosi’ all’albergo… La sera proviamo ad andare in un buon ristorante che avevamo trovato su internet La biche au bois (se vi capita nel quartiere della stazione) ma non solo ci dicono che è tutto completo fino alle 10 di sera ma che chiudono pure il sabato e la domenica (devono avere chiaramente dei parenti svizzeri :-). Ci dirottiamo allora in un tunisino di fronte al nostro albergo Chez Leon.. ma non è stato certo il miglior couscous mangiato in vita mia!

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Arriva sabato e dopo una lunga dormita siamo tutti di buon umore, pronti finalmente per una vera avventura alla (ri)-scoperta di Parigi! Ci fiondiamo subito in un un’altra brasserie per fare colazione. Stavolta la colazione piace ma io le allungo anche qualche biscottino che le avevo comprato in un supermercato il giorno prima. Mi ricordavo la mia amica Maura sempre pronta con tutte le merende possibili e immaginabili e questa volta non volevo essere da meno (anche se ce ne avevo solo una e non mille! Ma è bastata :-). Dopo colazione prendiamo per la prima volta la metropolitana perché le distanze sono enormi e a piedi sono impossibili. A Valentina piace molto studiare le linee delle metropolitane e fare come i topolini sotto terra… a noi, cioè a me, con il passeggino in spalla un po’ meno… Del resto, non c’era scelta. Usciamo dalla metro e ci ritroviamo a Pigalle sotto Montmartre.. che quartiere pieno di vita! Anche li’ iniziamo una lunga salita e pure le scale (belle, per carità, ma il passeggino in spalla un po’ meno) e finalmente arriviamo alla meta! Scopriamo che sotto la chiesa del Sacro Cuore c’era una comoda funicolare che saliva con bambini e passeggini ma ahimè ormai era troppo tardi… Passeggiamo per Montmartre e poi torniamo giù dove avevamo fissato all’andata un tavolo ad un ristorante vegetariano che pero’ non consiglio a nessuno per due motivi. Il primo la lentezza del servizio (tra poco ci passiamo tutto il pomeriggio e notare che eravamo in tutto il ristorante in CINQUE persone inclusi noi!!!!) e poi anche la qualità di quello che abbiamo mangiato perché sapeva di poco e mi è sembrato più un ristorante macrobiotico (che avevo già assaggiato a Amsterdam) di uno vegetariano.

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Riprendiamo la metro e ci dirigiamo al Parco della Villete, gioia di tutti i bambini. E’ un parco enorme tenuto molto bene con un piccolo canale nel mezzo dove passano i battelli turistici. Noi siamo andati li’ soprattutto per vedere un vero maneggio che si trova all’interno del parco perché Valentina è patita dei cavalli! Abbiamo trovato una vera lezione di equitazione alla quale abbiamo assistito attentissimi tutti e tre e poi abbiamo continuato a passeggiare nel parco. Se il tempo fosse stato migliore e avessimo avuto più tempo è sicuramente un posto dove vale la pena passarci la giornata con altri bambini e fare un bel picnic.

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La sera siamo andati a mangiare al quartiere Latino perché voglio vedere Parigi e la Senna di notte e cosi’ facciamo. Prendiamo per comodità la metropolitana e scendendo all’Hôtel de Ville siamo a due passi dal centro. Ceniamo in un ristorante un po’ turistico, è vero, ma io avevo troppo voglia di andare in questo quartiere perché avevo tanti bei ricordi delle mie vacanze precedenti. Cosi’ Valentina è stata bravissima e ha anche mangiato, poi appena messa nel passeggino è crollata. Io pero’ sono riuscita a vedere uno dei posti più belli del mondo che a mio parere è senza dubbio il centro di Parigi illuminato di notte dalle luci dei lampioni e dei ponti.

Arriva il terzo e ultimo giorno, proprio quando tra metropolitana (con passeggino in spalla!) e brasserie stavamo prendendo il via.. Colazione nella stessa brasserie della bizza del primo giorno. Io e Lorenzo ci mettiamo a ridere perché come sapete i francesi se la tirano un po’ e un classico pane e marmellata a Parigi lo chiamano “tartine avec confiture” che fa tutto più chic! In realtà si tratta solo di un pezzo di baguette tagliato a metà dove ci spalmi burro (un must francese) e marmellata…

Stendiamo a questo proposito un velo pietoso sul caffè… allora, già in Svizzera fa schifo e in Francia dove stiamo noi anche peggio.. ma almeno ho imparato che devo chiedere un “ristretto” e qualcosa di decente ogni tanto arriva (stavolta me la tiro io ma lo sapete che per il caffè non transigo!). Faccio lo sbaglio di chiedere un “espresso” e la tizia mi porta esattamente la stessa cosa di Lorenzo che aveva chiesto un “caffé avec crème”… La guardo male e le chiedo se gentilmente me lo può cambiare… Lei sussurra un “bien sûr Madame” e se ne va… Non so se ridere o piangere quando mi (ri)porta lo stesso caffè di prima… che è assolutamente imbevibile… Me ne vado un po’ offesa ma come per magia appena arriviamo per caso in un giardino pubblico di fronte al museo della Scienza dove c’è un chiosco di caffè, ne trovo uno che è pure buono! Passo qualche minuto pero’ a ragionare con la barista, dicendole che io voglio il caffè più piccolo che esista e lei mi dice: “Bien sûr, un serré!” E ora mi scriverò per il resto della vita che per avere un caffè normale italiano corto e decente (quando succede) a Parigi devo chiedere un: SERRE (con l’accento sull’ultima :-).

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Vaghiamo un po’ lungo la Senna, ci facciamo ammaliare da una semplice camminata per la città senza una meta precisa ma solo a naso in su’ tra una bellezza dietro l’altra. Volevamo andare ai giardini Luxembourg ma, ve lo dico subito, non ci arriveremo mai (per mancanza di tempo).  Per caso passiamo davanti al Museo della scienza e visto il ventaccio che si è alzato ci entriamo subito!  Il museo pullula di animali di tutti i tipi ma stavolta, e solo per questa volta, do ragione a Lorenzo: quello di Ginevra era meglio perché almeno li’ gli animali sono imbalsamati, quelli di Parigi sono finti da far paura. Comunque tra elefanti, giraffe, rinoceronti, zebre, cervi, maiali, farfalle ecc. (chi più ne ha più ne metta) abbiamo passato una bella oretta al caldo e fatto anche qualche foto!

Continuiamo a vagare a arriviamo in una piazzetta niente male ma della quale non mi ricordo il nome! Appena giriamo l’angolo troviamo un ristorante greco buonissimo Les délices d’Aphrodite! (Valeva la pena di non rimanere nella piazza principale…) I piatti solo presentati in maniera molto jolie alla francese ma anche la qualità è buona! Il ristorante è anche arredato alla greca e mi fa venire subito venire in mente, prima di riprendere al volo il treno per tornare a casa, la Grecia, il mare, le isole del Mediterraneo… a quanto mi manca il “Sud”, che per i francesi, come per gli svizzeri, non vuol dire altro che… Italia, Croazia, Spagna e Portogallo… (i paesi cioè a “sud delle Alpi”!) Questi sono tutti i paesi che profondamente amo… finisco dunque questo post con la speranza di scrivere il prossimo tornando da Heraklion…

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Intanto sono contentissima di essere andata a Parigi per la prima volta con Valentina… e nonostante il passeggino in spalla ogni volta che si prendeva la metro, ne è valsa sicuramente la pena! E per finire per ridere vi lascio una pubblicità sulle donne italiane che cita: “Una bella italiana non ha necessariamente 4 ruote” 🙂

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