Go Trabi go! Quella Trabi venuta dall’Est – il film

go trabi II

 

Sulla scia della Ostalgie, ovvero della nostalgia per la Germania dell’Est, ieri mi sono vista un altro film sulla caduta del Muro: “Quella Trabi venuta dall’Est”. L’ho trovato su youtube in tedesco con i sottotitoli in inglese.

Il film non è un capolavoro come Goodbye Lenin pero’ è divertente. E’ uscito nel 1991 (ma la colonna sonora sembra molto anni ’80 dalla prima scena). E’ stato un film di grandissimo successo della Germania appena riunificata tanto che solo un anno dopo fu fatto immeditamente il seguito “Go Trabi go – das war der wilde Osten”).

 

Come forse sapete o se no sapete ve lo dico io che di letteratura tedesca ne ho studiata tanta, l’Italia e soprattutto il viaggio in Italia è un po’ un mito della cultura tedesca. Il più grande autore che ci ha scritto un libro intero sul suo viaggio in Italia è stato quel gran simpaticone di Johann Wolfgang von Goethe (sarò fulminata in questo istante) che nel 1786 a 37 anni (quasi la mia età) fece il suo primo viaggio in Italia e tanto fu l’entusiasmo e l’esaltazione per questo viaggio che scrisse uno dei suoi libri più famosi “Il Viaggio in Italia” (Die italienische Reise) sui due anni che aveva trascorso in Italia visitando tutto il paese dal Trentino alla Sicilia.

 

Gli incoraggiamenti dei vicini non sono molti, come che la vecchia Trabant non riuscirà neanche ad arrivare a Lipsia, figuriamoci arrivare a Napoli! La famiglia Struuz invece, munita di macchina fotografica (che poi verrà scippata a Roma), e’ fiduciosa che riuscirà’ ad immortalare tutte le tappe del loro viaggio da Birmensfeld fino a Napoli. E sul cofano della loro macchina hanno scritto: “Neaples sehen und sterben” cioè “vedi Napoli e puoi muori” 🙂

 

Le avventure della simpatica famiglia Stuurz sono tante a partire dalla prima tappa a Regensburg, in Baviera, ospitati dalla sorella della moglie che non e’ per niente felice di vederla e incarna – secondo me – la tipica famiglia tedesca dell’ovest molto attaccata ai soldi.

 

Quello che pero’ a me ha incuriosito sono stati gli stereotipi tedeschi sugli italiani. Infatti appena arrivati in Italia, mentre due tipi italiani in macchina cercano  di tamponarli, loro urlano: “mafioso!” (al singolare) e “paparazzi!” (al plurale). Si vede che il paparazzo italiano doveva essere visto particolarmente male per essere usato come invettiva accanto a “mafioso”!

Proprio sulle orme di Goethe, la famiglia Struuz (padre, madre e figlia diciassettenne) parte per l’Italia dalla città industriale di Bitterfeld, vicino a Lipsia (che si trova in Sassonia da qui il sottotitolo della locandina “Arrivano i sassoni”) con la loro Trabant, la mitica  macchina della Germania est, per la prima volta dopo la caduta del Muro. Se posso fare una piccola riflessione, questo mito dell’Italia come terra del sole non è proprio completamente falso o troppo idealizzato perché quando uno nasce e cresce nella città grigia e industriale di Bitterfeld (vedere foto sotto, ma altre foto della città negli anni ’90 sono a dir poco agghiaccianti) è chiaro che l’Italia diventa la terra dei sogni (tra l’altro il tormentone della mancanza di sole e luce c’è anche qui in Svizzera…)

 

Non sto a raccontarvi tutto il film, se ne avete voglia lo trovate anche su youtube. I nostri mitici eroi arriveranno si a Napoli (scena che in realtà è stata girata nel Golfo di Salerno). Comunque mi ha fatto un po’ nostalgia la mia Italia anni ’90… tra il Brennero (che noi facevamo chiaramente al contrario per andare dal Trentino in Austria), il lago di Garda, cosi’ simile ma cosi’ diverso dai laghi svizzeri, le colline toscane (mon amour), la città’ eterna di Roma ed infine il mare del sud…
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...