Canzone su un gallo – Pesma o jednom petlu – Djordje Balasevic – 1982

 

pub-omot

Dall’album Pub, 1982

 

Grazie a Matteo iz Brescije e alla cognata Sonija che mi hanno mandato un’altra traduzione di Balašević che non rientra certo nel ciclo “canzoni noiose, d’amore e patetiche”, insieme a quelle piu’ politiche, che traduco io! Sentendo e leggendo il testo si capisce subito a cosa fa riferimento…. Il testo si distaccava cosi’ tanto da quelli di B. che ho preso subito l’album Pub (comprato a Belgrado 🙂 ) e aprendolo ho trovato la seguente nota di Balasevic.:

“Ringrazio gli invitati alla festa del 19.12.1981 dagli ultrasessantenni Isodor Cirić (commercianti più’ o meno in pensione) che con i loro racconti mi hanno aiutato molto nella realizzazione di queste canzoni. Inoltre ringrazio le vie J. Cvijić, Karadjordjeva e Pavlo Bakic come anche il parco vicino al cimitero Almaska a Novi Sad, alla macchina mobile con targa NS*193-217, un forno privato, al cane dal nome Nana, a tutti i miei amici, cioè tutti
Đ.B.
Novi Sad, 20 marzo 1982”

Nello stesso album si trovano per fortuna anche altre belle canzoni di Balašević, come “Ilona”, “Ratnik paorskog srca” e “Lepa protina kci”. “Ilona” farà parte successivamente dell’album “Dnevnik starog momka” (“Diario di un ragazzo non più’ tanto giovane”), dove ha intitolato e dedicato ogni canzone ad ogni sua ex fidanzata: Ljerka, Ankica, Jaroslava, Neneva, Anita, Julija, Branislava, Onjena, Ljudmila e Anđela. Io non so se sarei proprio contenta che un mio ex mi intitolasse una canzone in un album per il grande pubblico, comunque l’idea mi ha fatto ridere (ho anche una maglietta di quest’album comprata al concerto di B. nel 2002 a Lubiana 🙂 ). Ancora non ho tradotto neanche una di queste canzoni, ma sono sicura che anche parlando di donne, sesso e amore, avranno un altro di stile 🙂 Almeno… lo spero 🙂

Su youtube gira un video di questa canzone che mi ha intristito non poco. Ci sono scene di sesso, più o meno esplicite, ma sempre tristi e quasi sempre dal punto di vista maschile, dove la donna non si distacca dallo stereotipo della donna oggetto e giocattolo che “serve” ad eccitare l’uomo, niente di più e niente di meno di una gallina, come anche l’uomo non ci fa per niente una bella figura identificandosi con il suo gallo.

Non sarà il momento giusto (ma se non ora, quando?), ma ricordo che i tempi sono cambiati, che ci sono donne che fanno l’amore e/o sesso per provare loro stesse piacere e per condividerlo con la persona che amano (nel migliore dei casi). E anche l’uomo non ha bisogno di farsi uno stuolo di donne senza sapere neanche il nome per essere considerato un vero uomo… Che la sessualità dovrebbe essere una cosa privata e non sbandierata a destra e a manca… E soprattutto che un uomo (come una donna) va stimato per quello che è non per quante donne ha avuto… E quando alla fine della canzone il protagonista ci lascia dicendo: “Non so quale sia il motivo, oggi sono tempi (giorni) diversi” io faccio un sospiro di sollievo e mi dico: “E menomale! Si vede che allora che un mondo (anche sessuale) diverso è possibile!!!!!” 🙂

Scusate l’introduzione un po’ lunghetta!

CANZONE SU UN GALLO

Avevo un gallo da paura, era un vero diavolo
Sotto la pioggia e sotto il vento, stava sempre dritto
Le piume volano per il villaggio, si alza un gran casino (rumore da paura)
Nella nostra casa sempre, ci sono buone uova

Avevo un gallo da paura, era un vero pazzo
Qualunque sia la gallina che becca, è come se l’avesse presa a martellate
Strani uccelli le galline, il cuore batte sempre
per uno zotico che becca bene

Per lui non ci sono solo galline dolci
No, lui saltava addosso sia alle anatre che alle oche

E poi sulle tacchine, alla prima occasione
Il principio è lo stesso, cambiano solo le sfumature.

Avevo un gallo da paura, era un po’ strano
Di giorno un po’ assonnato, ma di notte sempre sveglio
Le ragazzine del mio villaggio ne hanno sentito parlare
Grazie a questo gallo avevo una buona reputazione

Per lui non ci sono solo galline dolci
No, lui saltava addosso sia alle anatre che alle oche

E poi sulle tacchine, alla prima occasione
Il principio è lo stesso, cambiano solo le sfumature.

Oh avevo un gallo da paura, era campione del mondo
Oggi i galli sono strani, ogni pelo li infastidisce
Non so quale sia il motivo, oggi sono tempi diversi
Comunque al confronto del mio gallo, gli altri sono tutti polletti**

Ho 65 anni, l’autunno arriva tardi
Partono i miei amici, io aspetto il mio turno

Questo autunno non sarebbe stato tanto terribile
Se avessi potuto sentire il gallo almeno una volta al mese

Ascolta il consiglio che ti dà il vecchietto
Se hai un gallo giovane, non permettere che soffra
Lascialo volare, che lo vedano le galline
Dopo è tardi, il tempo del gallo se ne va

Versione originale:

Im o sam strašnog petla, bio je pravi đavo.
Na kiši i na vetru, uvek je stajao pravo.
Po selu perje leti, diže se strašna graja.
U našoj kući, uvek, bilo je dobrih jaja.

Im o sam strašnog petla, bio je pravi ludak.
Koju taj koku kljucne, k o da je tresnuo budak.
A koke, čudne ptice, uvek im srce puca,
za nekim grubijanom koji dobro kljuca.

Za njega nisu bile samo koke slatke.
Ne, taj je skak o i na guske i na patke.

A tek na ćurke, čim je bilo neke šanse,
princip je isti, sve su ostalo nijanse.
Im o sam strašnog petla, bio je malo čudan.
Po danu nesto dremljiv, al noću uvek budan.
Curice iz mog sela čule su za tog dasu.
Zbog tog sam petla i ja bio na dobrom glasu.

Za njega nisu bile…

Im o sam strašnog petla, bio je prvak sveta.
Danas su petli čudni, svaka im dlaka smeta.
Ja ne znam šta je razlog, danas su drugi dani,
uglavnom, spram mog petla, ovo su sve cverglani!

Meni je še set peta, stiže jesen pozna.
Putuje moje drustvo i ja čekam na red.

Ne bi mi ova starost bila tako grozna
da čujem petla, barem mesečno jedared.
Poslušaj zato savet što ce ti čiča dati:
kad imaš mladog petla, ne daj mu da se pati.
Pusti ga neka leti, neka ga koke vide.
Posle će biti kasno, i petlu vreme ide.

** cerglani: sono un tipo di polli piccoli

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