Sevdalinka – Djordje Balasevic – 2000

devedesete-omot

Dall’album: Devedesete, 2000

Questa canzone é di una bellezza struggente. Ringrazio le due traduzioni che mi hanno aiutato: quella di Pippo sul sito delle CCG e una traduzione in inglese particolarmente interessante che ho trovato su internet ma ci tenevo a farne anche una mia. Sul sito delle CCG vi lascio leggere il commento di Riccardo alla fine della traduzione.

 

Se qualcuno capitasse sul mio blog e fosse interessato a B., questa è una  canzone da non perdere.

SEVDALINKA*

Qualsiasi cosa canti stanotte assomiglierà ad una sevdalinka*
Ho sognato una pastorella, che piangeva in un campo di prugne**
arriva un fulmine, s’incendia il fieno, si disperde il suo gregge
si alza il fumo da un suo ricciolo, dice che si chiama Bosnia
… che nome strano per una ragazza

Per qualcuno la Drina*** scorre verso destra, per altri verso sinistra
Ma per tutti scorre sempre in profondità, e divide il mondo in due metà
Conosco un guado segreto, tesoro mio..
un ponte parte da dove mi trovo
Anche se mi trascinassero cavalli neri…

per me non esiste solo la mia sponda, finché ci sei tu dall’altra

Rimane questa vecchia bussola nel petto e sul campo sorgono divieti
Ombre nere che si annidano tra gli uomini, mi sorvolano come corvi
Un tempo avevo l’abitudine di viaggiare al chiaro di luna..
attraverso una provincia piena di briganti
Ma ora gli occhi degli uomini mi fanno più paura di quelli dei lupi

Cento volte gli amici sono stati ricordati nelle preghiere…
Sarebbero contenti di vedermi? o mi volterebbero le spalle?
Che bugie inventarsi? cosa dire loro?
non si può salvare il mondo con una canzone
Le loro angosce mi angosciano la notte
mentre mi preparo al viaggio verso casa, verso casa in una terra straniera.

Ci siamo sparsi per il mondo come le perle di una collana…
tappeti ci hanno trasportato il cielo
Erano quelli davvero tempi migliori o eravamo migliori noi?
Una volta ci si sentiva fratelli con uno sguardo credendo di avere gli stessi sogni
E a Dio era uguale che ci facessimo il segno della croce da cristiani o ci prostrassimo come musulmani…

drina

Per qualcuno la Drina  scorre verso destra, per altri verso sinistra
Ma per tutti scorre sempre in profondità, e divide il mondo in due metà
Conosco un guado segreto, tesoro mio..
un ponte parte da dove mi trovo
Anche se mi trascinassero cavalli neri…

per me non esiste solo la mia sponda, finché ci sei tu dall’altra

SEVDALINKA

Štagod noćas da zapevam vućiće na sevdalinku…
Usnuo sam čobanicu uplakanu u šljiviku…
Grom udari… Planu seno… Rasturi se stado njeno…
Zaplete se dim na uvojku… Reče da se zove Bosna…
čudno ime za devojku?

Nekom Drina teče desno… Nekom Drina lijevo teče…
Sve da teče u dubinu… Na dve pole svet da seče…
Znam tajni gaz, moje lane… Most se pruži gde ja stanem…
Sve da vuku me konji vrani… Nema meni jedne strane dok si ti na drugoj strani…Osta ovaj stari kompas u grudima… A po polju nikli zabrani…
Crne senke što se gnezde u ljudima nadleću me kao gavrani…
Nekada sam putovao po mjesecu… Kroz vilajet pun hajdučije…
A sada me oči ljudske plaše više nego vučije…
Stoputa su prijatelji u molitvi pomenuti…
Dal će mi se radovati? Ili glavu okrenuti?
Šta slagati? Šta im kasti? Svet ne možeš pesmom spasti…
Njine brige me i noćas brinu
Dok se spremam na put kući… Na put kući…U tuđinu…

Svetom smo se rasipali ko đerdani… Nosili nas nebom ćilimi…
Da li su to stvarno bili bolji dani, ili smo to bolji bili mi?
Nekad smo se bratimili po pogledu… Sluteći da isto sanjamo…
I bogu je prosto bilo krstimo l se ili klanjamo…

*la sevdalinka (dal turco sevdah=bile nera, malinconia, secondo alcuni affine al portoghese “saudade”) è un antico genere musicale popolare bosniaco, caratterizzato da modi minori influenzati dalla musica turca e sefardita, e da temi di amore infelice e nostalgico
**i prugni sono l’albero più diffuso sui monti della Bosnia e della Serbia occidentale (come testimonia il largo uso del frutto per le grappe)
*** la Drina è il fiume che per larga parte del suo corso segna il confine tra Bosnia e Serbia. Vista dalla Serbia scorre verso destra, dall’altro lato verso sinistra. Si nota anche che per dire “sinistra” B. usa la forma bosniaca “lijevo” e non la “sua” forma serba “levo”
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