Le difficoltà del francese tra balconi, Balcani e coglioni – parte II

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Les bal – cons (i balconi)

Ho già scritto tempo fa un post sulle “Difficoltà del francese tra van, ven e von – parte I”, mi accingo oggi a scriverne un altro su altre difficoltà della lingua di Molière tra “balconi, Balcani e coglioni” (non c’è niente da ridere, leggete! 🙂 )

Vivo ormai in Francia da 9 anni, ci lavoro ogni giorno da altrettanti anni. Anche se non l’avevo mai studiato prima, l’anno scorso ho passato un esame difficilissimo di francese facendo anche un tema a tempo di record senza vocabolario. Sento tranquillamente la radio, riesco a vedere film anche comici in francese capendo il 98% delle battute, insomma mi vanto di sapere il francese parecchio bene.

Visto che prima di arrivare in Francia la lingua francese l’avevo sempre schifata (dicendo “a me non piace e mai mi servirà perché io non andrò mai a lavorare in Francia in vita mia”), all’inizio quando sono stata costretta a impararla mi sono lanciata sul mondo dei Balcani (una mia vecchia passione ma sempre attuale 🙂 e ho letto quanto più potevo sui Balcani… ma in francese. Ho letto il libro di 400 pagine di Jergovic “Le palais en noyer” (“La dimora di noce” in italiano), Freelander, sempre di Jergovic, Soixante-neuf tiroirs di Goran Petrovic nonché qualche libro di storia come “La Guerre du Kosovo” di Bernard Adam e soprattutto BALKANS! di Vesna Krstic. Quest’ultimo si può dire che è stato il primo libro che ho letto in francese. Detto questo,vi racconto cosa mi è successo dopo 9 anni che vivo e lavoro in francese e con il C1 che ho riportato a casa l’anno scorso.
Balkan_topo_fr.svg

Les bal – kans (i Balcani)

Volevo far vedere tre foto dei Balcani, scattate dalla sottoscritta, ad una mia collega francese. Le ho detto: “Est-ce que tu veux venir voir des photos des Balkans?” (pronunciato [balkon] con una [o] chiusa). Lei ha spalancato gli occhi, inarcato le sopracciglia e mi ha fatto quella solita espressione che io già avevo visto una decina di anni fa quando tentavo di dire [van] e dicevo magari [ven] (le vin, il vino), oppure quando volevo dire “vento” (le [von] scritto le vent) e mi capitava di dire [van], venti, scritto vingt….
Ma sulla parola BALCANI, non avrei mai avrei pensato una cosa del genere. La mia prima reazione é stata: “Sicuramente sta scherzando” oppure “Ci sarà stato un po’ di vento, avrà sicuramente capito male” quindi tranquilla ripropongo la mia frase: “Est-ce que tu veux venir voir des photos des Balkans?” Lei pero’ rimane davvero impietrita, non capisce proprio cosa le sto chiedendo, eppure mi sembra che l’anno scorso le avevo portato una mezza enciclopedia per il suo viaggio in Croazia…ma va be’, forse non ha collegato.. pero’… davvero non capisce cosa le sto chiedendo.. e aggiunge la domanda più raccapricciante che potesse farmi: “Veux-tu me montrer les photos de ton balcon???” cioé “Vuoi farmi vedere le foto del tuo balcone?”

Io chiudo gli occhi e respiro… ommmm…. non riesco neanche a rispondere alla domanda, le dico gentilmente di venire verso di me, cosi’ le faccio vedere due foto di Sarajevo e una di Belgrado.. al che, soltanto a questo punto mi dice:  “Ah!!! tu voulais dire… les Balkans!!!!” (con una [o] che a me sembra uguale a quella di Balkans ma secondo lei è un po’ più aperta)

Io richiudo gli occhi, mi dico “forse non capisco niente io” e le chiedo gentilmente di rispiegarmi la differenza tra la [o] di “Balkans” e quella di “balcon”. Mi dice tecnicamente che la [o] di “Balkans” è come quella della parola francese “quand” (quando), un po’ più aperta, e quella di “balcon” quella della [o] francese come “con” (coglione), un po’ più chiusa… Io mi esercito tra quand e con, mi ripeto mille volte in pochi giorni “quando” e “coglione” ma ancora non so esattamente pronunciare bene le due parole.

index

Un coglione puo’ nasconderne un altro

Mi dico, pazienza, il francese lo so bene uguale, dai (MAI SCORAGGIARSI!) Peccato che sono scivolata proprio sulla buccia di banana che pensavo di conoscere meglio di tutte: i Balcani. E comunque mi dico che devo stare attenta e imparare bene a pronunciare la differenza tra le due parole perché se un giorno voglio lavorare in Francia per i Balcani e dico “Mi piacerebbe tanto lavorare per i balconi”… chissà cosa mi mettono a fare 🙂

C’è chi beve per dimenticare. Io invece sento la canzone di Elio “La canzone del primo maggio” e sulle note del balcanico, balcone e balcone balcano vi saluto 🙂

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