Provincijalka – La provinciale – Djordje Balasevic – 1993

 

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Dall’album: Jedan od onih zivota, 1993

“Provincijalka” è secondo la sottoscritta una delle canzoni più dolci e poetiche che Balasevic abbia mai scritto! Ci risiamo pero’ con lo stereotipo del maschio che per sua natura ama superficialmente, e della povera donna scemerella che si ritrova per sua natura sedotta e abbandonata dopo una notte d’amore… e che non potendosi accontentare di una storia seria, gli chiede di scriverle almeno una canzone… e lascia stare pero’ dico io, buttala via una canzone di Balasevic! 🙂

La traduzione di questa canzone non è stata per niente facile: un po’ mi sono aiutata con una buona traduzione in inglese, un po’ con un vocabolario degli anni ’60 comprato per caso in una bancherella di Belgrado nel 2007  “Rečnik italijansko – srpskohrvatski / srspkohrvatski – italijanski” (appartenuto ad una certa Ruža 🙂 ), un po’ con l’insuperabile “Rječnik hrvatsko – taljanski” di M. Deanović  & J. Jernej dal 2002 sempre con me (nonostante l’edizione non proprio tascabile!). E poi per i verbi complicati come “strpavši” mi ha illuminato ancora una volta la “Grammatica della lingua serbo-croata” del Cronia, vecchia quanto il cucco, ma pur sempre utilissima.

PROVINCIALE

Mi avevano detto che era venuta
dalla provincia
dopo aver messo in valigia sogni
e ambizioni

Un compagno d’università studiava con lei
ma alla fine ci siamo incontrati, io e lei
pensai: Dio, questo posto deve essere come cielo stellato*
per lei che è provinciale

Il cuore impazzi’**
come un bambino che si oppone
ci siamo già trovati
in una vita precedente
abbandonai dietro di me tutto, un mondo di inganni
sbagli che opprimono
semplicemente, facilmente
come se prima fossero stati qualche porto insignificante

Ah se potessi
innamorarmi ancora una volta
prenderei ancora una volta le sembianze
di un ragazzo più’ adulto
e ancora penserei
come ammazzare il tempo***
aspettando che lei arrivi correndo giù’
verso il corridoio del dormitorio

Tranquillo, sopra intrighi e sgradevoli raggiri
il mio gabbiano solitario volava
sopra mari ordinari
le parole
avrebbero rovinato tutto
lei sedeva tranquillamente accanto a me
soli, appartenendoci, scappati via dalla banalità

oh se potessi innamorarmi ancora una volta
ancora una volta guarderei verso la banchina,
proprio come seguendo i binari di una ferrovia
e ancora saprei come perdermi in una

nuvola aspetterei lei, nessun altra

scrivimi una canzone, mi prego’
non so se ci riuscirò’
le parole sono i miei giochetti
risplendono nella mia testa
come quelle pietruzze variopinte del caleidoscopio
e ogni volta che socchiudo gli occhi
ancora un’immagine diversa
ma, esistono in noi
delle profondità intraducibili?
esistono in noi alcune cose
intraducibili in parole?
non lo soscrivimi una canzone, mi chiese
e non sapevo se ci sarei riuscito
l’ho amata cosi’ superficialmente
e sono riuscito cosi’ male a dimostrarglielo
ma, infine uno schema da seguire:
i nei sulla sua schiena
come una mappa segreta mi hanno mostrato
in quale stella dovevo guardare fisso e cosi’
eccoti la tua canzone, pazza che non sei altro
Versione originale:

PROVINCIJAKLA

Rekli su mi da je dosla iz provincije,
strpavsi u kofer snove i ambicije.
Drug je studirao sa njom,
pa smo se najzad sreli ona i ja.
Shvatih, Boze, ovo je sazvezdje za nju provincija.

Srce stade kao dete da se otima,
trazili smo se po prethodnim zivotima.
Ostavih iza sebe sve,
zablude, promasaje koji tiste,
prosto, lako, k’o neko beznacajno pristaniste.

O, da mi je da se jos jednom zaljubim,
opet bih uzeo kostim vecnog decaka.
I opet bih smislio kako da prodangubim
dok ona ne sleti niz hodnik studenjaka.Gorda naspram podsmeha i spletki poslednjih.
Usamljeni galeb iznad mora osrednjih.
Reci bi sve pokvarile,
samo se cutke pokraj mene stisla.
Sami, svoji, izbeglice iz besmisla.O, da mi je da se jos jednom zaljubim.
Opet bih gledao niz kej kao niz prugu.
I opet bih znao da se u oblak zadubim
i cekao bih samo nju, nijednu drugu.Napisi mi pesmu, mazila se. Nisam znao da li cu umeti.Reci jesu moje igracke, cakle mi se u glavi kao oni sareni
staklici kaleidoskopa i svaki put mi je druga slika u ocima kad
zazmurim.

Ali, postoje u nama neke neprevodive dubine,
postoje u nama neke stvari neprevodive u reci, ne znam…

Napisi mi pesmu, molila je, i nisam znao da li cu umeti.
Voleo sam je tako lako, i tako sam tesko to znao da pokazem.

I onda, odjednom, na rasporedu mladeza na njenim ledjima,
kao tajnu mapu,
pokazala mi je u koje zvezde treba da se zagledam…

I tako, eto ti pesma, ludo jedna…

* letteralmente “sazvezdje” é una “costellazione”
** dalla traduzione in inglese “to go joyful”, io non ho trovato l’infinito in serbo
*** dalla traduzione in inglese “to kill some time”, non ho trovato l’infinito in serbo

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