La “balkanite” e il Balkan Florence Express 2016

lubiana-skopje
“La “balkanite” non è una malattia: è una forma di dipendenza che colpisce il viaggiatore che in questa terra incappa o con queste “genti” incrocia parte della propria vita”

Con queste parole il blog “Soloconlamiatesta” presentava il Balkan Florence Express nel 2013.  Anche quest’anno si é svolto a Firenze il Balkan Florence Express 2016 dal 25 al 27 febbraio (ma per me che sono sempre esiliata… per fortuna al giorno d’oggi con un clic sembra quasi di esserci!)

Tra le altre cose mi è sembrata interessantissima la rassegna cinematografica proposta. Se siete ancora all’inizio di questa malattia contagiosa che è la “balkanite” non fatevi mancare i seguenti film che sono un po’ un must:

Prima della pioggia di Milcho Manchevski, 1995
Underground di Emir Kosturica, 1995
Gatto nero gatto bianco, Emir Kosturica, 1998
No man’s land, Danis Tanovic
Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic 2006

 

Del resto sembra che sia difficile guarire da questa malattia…. i sintomi sono un interesse incontrollato per la storia della ex Jugoslavia, un desiderio di tornare nei posti dove siamo già stati e nello stesso tempo visitarne nuovi (da Lubiana a Skopje), imparare una, due, tre, quattro lingue con solo due dizionari in mano, varcare frontiere che un tempo non lo erano, mettere in valigia come prima cosa un dizionario italiano – serbocroato del 1960, diventare golosi di burek e pite, scoprire cantanti lontani che tutto sommato ti sembra di avere sempre conosciuto…

Oggi mi sono resa conto che quest’anno festeggerò i miei 22 anni (!!!) di “balkanite” da quando nel 1993 raccoglievo tutti gli articoli di giornale sulla ex Jugoslavia a oggi che traduco a raffica Balasevic… si vede che con gli anni la malattia è peggiorata drasticamente 🙂

Chissà che abbia ragione Claudio Magris quando nell'”Infinito viaggiare” dice:

“Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché, già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio. Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa all’amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima. Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, come l’odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca” 

La malattia non è comunque mortale: al massimo diventerete viaggiatori provetti, appassionati di storia, di letteratura, di religioni, di lingue, di antropologia culturale o etnografia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...