Quando partiro’ – Kad odem – Djordje Balasevic – 1989

tri-posleratna-druga-omot

Dall’album: Tri posleratna druga, 1989

I veri fan di Balasevic dicono che “Balasevic non è un cantante, ma una religione”. Sicuramente non sarà una vera religione, ma canta anche della vita e della morte, come in questa canzone, e si avvicina molto a temi religiosi o a temi semplicemente umani, universali e dolorosi. Che la musica sia considerata una medicina naturale capace anche di alleviare il dolore, questo si è sempre saputo. Questa canzone sembra pero’ confermarlo in pochi versi.

Anche se in un momento di lutto bandiranno addirittura i musicisti per canzoni sbagliate al momento sbagliato”, una semplice canzone come questa può infatti alleviare il dolore. Ci può ricordare che la morte tocca a tutti (“non essere triste perché ognuno incontrerà il proprio usignolo muto sulla soglia”) ma che nonostante tutto bisogna reagire alle perdite (“Ehi sii forte tu, la cosa più’ semplice è piangere”) non dimenticando, e questo è il significato della canzone, che la morte è una cosa naturale come venire al mondo (“E’ solo il signore che suona una sonata invernale”).  B. cita il “Signore”, mi stona un po’ con le sue canzoni. Ma che sia il Signore o la natura, vuole solo indicare l’ineluttabilità della morte.

E quindi? Se tutto finirà, noi che ci stiamo a fare?

So, vecchio, che tu sei altruista
ma non rovinare tutto…
accendi solo una candela
nel giorno di S. Giovanni
E non tenere a lungo le ceneri in quei giorni
quando partirò, e lo faro’

Il lutto è necessario per passare il dolore. Ma non dobbiamo neanche rovinare tutto: noi siamo ancora qui e nostra è la vita da vivere come un grande dono ogni giorno. 

Con il mio amico di traduzioni Matteo iz Brescije ci chiedevamo se “Gospodin” volesse dire davvero Signore, nel senso religioso del termine. Dopo vari consulti, la risposta è stata SI. E non stupisce più di tanto perché Djole usa questa parola anche in altre sue canzoni.

QUANDO PARTIRÒ

Quando partirò
quando il diavolo mi accompagnerà per la strada principale
e quando il chiaro di luna coprirà le mie tracce
non essere triste perché ognuno incontrerà
il proprio usignolo muto sulla soglia
Quando partirò
quando il vento intonerà preghiere invernali
e farà cadere foglie morte una dietro l’altra
bandiranno addirittura i musicisti
per canzoni sbagliate al momento sbagliato
Ehi, sii forte tu,
la cosa più’ semplice è piangere
ma è solo il Signore che suona
una sonata autunnale
Ho sognato una porta in oro solido
ho paura di attraversarla, ma lo faro’
So, vecchio, che tu sei altruista
non rovinare tutto
accendi solo una candela
nel giorno di S. Giovanni
Non tenere a lungo le ceneri di quei giorni
quando partirò’, e lo faro’
Quando partirò’
quando alla finestra metterai il primo crisantemo
e quando gli ippocastani si spezzeranno
non accendere invano una lanterna nel portico
quando sarò’ portato via dalle nebbie di questo autunno
Ehi sii forte tu,
la cosa più’ semplice è piangere
ma è solo il Signore che suona
una sonata autunnale
Ho sognato una porta in oro solido
ho paura di attraversarla, ma lo faro’.
So, vecchio, che tu sei altruista
non rovinare tutto
accendi solo una candela
nel giorno di S. Giovanni
Non tenere a lungo le ceneri in quei giorni
quando partirò, e lo faro’
KAD ODEM

Kad odem,
kad me đavo isprati glavnim sokakom
i kad mesečina zaveje moj trag
nemoj tugovati jer jednom svakom
mali nemi slavuj doleti na prag.

Kad odem,
kad zamumla vetar zimske očenaše
i kad mrtvo lišće potera u kas
za kaznu prognaće i tamburaše
zbog pogrešne pesme u pogrešan čas.

Hej, budi jaka ti,
najlakše je plakati.
To nam samo Gospod svira
jesenju sonatu.

Snio sam vrata u tom suvom zlatu,
strah me da prođem al proći ću.

Znam, laf si stari ti,
nemoj sve pokvariti,
kresni samo jednu sveću
na svetog Jovana.

Ne čuvaj dugo pepeo tih dana,
kad jednom odem, a poći cu.

Kad odem,
kad u prozor staviš prvu hrizantemu
i kad popucaju divlji kesteni
ne pali uzalud fenjer na tremu
kad me otmu magle jedne jeseni.

Hej, budi jaka ti,
najlakše je plakati.
To nam samo gospod svira
jesenju sonatu.

Snio sam vrata u tom suvom zlatu,
strah me da prođem al proći ću.

Znam, laf si stari ti,
nemoj sve pokvariti,
kresni samo jednu sveću
na svetog Jovana.

Ne čuvaj dugo pepeo tih dana,
kad jednom odem, a poći cu.

Kad jednom odem…

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