Che non ci sia piu’ la guerra – Samo da rata ne bude – Djordje Balasevic – 1986

Quando sento dire che l’odio è insito nelle popolazioni della ex Jugoslavia, rispondo, oltre alle svariate manifestazioni per la pace in Bosnia del 1991, anche con questa canzone di Balasevic… lui, serbo, che cantava già nel 1986 del pericolo della guerra, forse imminente, che avrebbe ancora una volta arricchito gli approfittatori di guerra (mafiosi di ogni razza che se ne vanno ancora liberi in giro in tutta Europa dopo 20 anni dalla fine della guerra) e affamato invece tutti i popoli della ex Jugoslavia, senza distinzione di religione, età, sesso o lingua.

Perché la morte, la fame, gli stenti, le fughe, le perdite e i traumi sono concetti che non hanno religione e che hanno, stavolta, si’, sicuramente una sola lingua (né serbo né croato né bosniaco) ma quella unica e universale della disperazione. E guarda caso, nelle guerre è sempre la povera gente a rimetterci, come cita la famosa poesia di Bertold Brecht (già citata in questo blog) “La guerra che verrà”:

La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.

Il problema delle traduttrici è che con il tempo di dimentichi anche delle traduzioni già fatte! Questa per esempio l’avevo già tradotta.. la bellezza di 10 anni fa e non me lo ricordavo nemmeno… 🙂 Un’analisi della “Lettera del 1920” di Ivo Andric, pubblicata nei Tascabili economici Newton a 1000 LIRE “Racconti di Sarajevo”,  seguirà a breve.

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Dall’album: U tvojim molitvama – Balade, 1986

Ragazzi ubriachi passano
lungo le nostre strade silenziose
sono in partenza per la guerra
Li salutano ragazzine tristi
Li preoccupano presagi tormentosi.
Che non ci sia più la guerra.

Le lacrime in cima al tuo nasino
non possono non farmi ricordare
il 1980
in via Branimir Ćosić
e anche il treno nero, come se io
me ne fossi per sempre andato via con lui

Ma sai che ti dico?
Che i mari vadano a fondo,
che si spezzino i ghiacciai,
che si sciolgano le nevi perenni
e che…
che non si fermi la pioggia,
che i tuoni e i fulmini impazziscano,
basta che non ci sia più la guerra.

E sai che ti dico?
Che il tempo vada all’incontrario,
che impazziscano le stelle
che si spostino i monti
e che…
che impazziscano i venti,
che si risveglino i vulcani,
basta che non ci sia più la guerra.

Come polvere dorata
aureola del sogno
attorno alle teste dei bambini
il tuo amore infinito
li difende come una leonessa
le notizie brutte ti agitano:
che non ci sia più la guerra.

Ma sai che ti dico?
Che i mari vadano a fondo,
che rovivino i ghiacciai,
che si sciolgano le neve perenni
e che…

che non si fermi la pioggia,
che i tuoni e i fulmini impazziscano,
basta che non ci sia più la guerra.
E sai che ti dico?
Che il tempo vada all’incontrario,
che impazziscano le stelle
che si spostino i monti
e che…
che impazziscano i venti,
che si risveglino i vulcani,
basta che non ci sia più la guerra.

Basta che non ci sia la guerra
che la pazzia se ne vada dalla testa della gente
i grandi raccontano favole
ci spaventano con grandi miracoli
e fanno del male ad ogni ragazzo.
Basta che non ci sia più la guerra!

Versione originale:

Pijani momci prolaze duž naše tihe ulice,
oni u vojsku polaze, prate ih tužne curice,
brinu ih slutnje sulude – da rata ne bude!

Ne mogu da me ne sete suze na vrh tvog nosića
devetsto-osamdesete, ulice Brane ćosića
i voza crnog k o da s njim zauvek odlazim.

Znaš šta, neka mora sve potope,
nek se glečeri rasture, večni snegovi otope.
Pa šta, neka kiše ne prestaju,
neka gromovi polude, samo rata da ne bude!

Znaš šta, nek se doba preokrenu,
nek se zvezde uznemire, nek se planine pokrenu.
Pa šta, vetri nek pomahnitaju,
nek se vulkani probude, samo rata da ne bude!

K o zlatni prah, oreol sna, oko malenih glavica
i tvoja ljubav nad njima čuva ih kao lavica.
Loše te vesti uzbude – da rata ne bude!

Znaš šta, neka mora sve potope,
nek se glečeri razvale, večni snegovi otope.
Pa šta, kiše neka ne prestaju,
neka gromovi polude, samo rata da ne bude!

Znaš šta, nek se doba preokrenu,
nek se zvezde uznemire, nek se planine pokrenu.
Pa šta, vetri nek pomahnitaju,
nek se vulkani probude, samo rata da ne bude!

Samo da rata ne bude, ludila među ljudima,
veliki nude zablude, plaše nas raznim čudima
i svakoj bajci naude – da rata ne bude!

Samo da rata ne bude, ludila među ljudima,
veliki nude zablude, plaše nas raznim čudima
i svakoj bajci naude – da rata ne bude!

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