Viaggio di nozze a CUBA con bambini

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Chiaramente non c’è neanche bisogno di dirlo: il viaggio di nozze con un bambino diventa solo un “viaggio” 😉 ma del resto non avremmo mai rinunciato alla nostra bambina per 3 lunghe settimane!  Diciamo che comunque secondo noi l’ansia-apprensione del genitore che va a Cuba con bambini deve essere medio-bassa mentre lo spirito di adattamento del bambino medio-alto (chiaramente non andando in alberghi a 4 stelle o solo a Cayo Largo, in questo caso questo post forse non è per voi). Noi siamo stati felicissimi di questo viaggio ma ci sono degli accorgimenti importanti da tenere presente. Il fatto che non abbiamo trovato molti bambini stranieri in giro dimostra che ci vuole un po’ di spirito d’adattamento per genitori e bambini. V. per esempio non ha tra l’altro nessun tipo di problema di socializzazione tanto che dopo avermi chiesto “Mamma, come si dice “come ti chiami?” in spagnolo?” ha iniziato a giocare con questo bambino cubano, senza capire bene il suo nome, senza parlare la stessa lingua, eppure… si è divertita moltissimo 🙂

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Il volo da Parigi è durato ben 10 ore. Tantine. Noi ci eravamo preoccupati per V. invece è stata quella che si è divertita di più: di tutti i giochi che le avevamo portato per passare il tempo, si è attaccata alla televisione ed è rimasta incollata a guardare cartoni animati per 6 ore, fino a che ci ha detto: “Sono stanca, ora dormo” e l’abbiamo risvegliata all’Avana.

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Plaza de la revolucion, l’Avana

L’impatto con l’Avana, venendo dalla frontiera franco-svizzera dove abitiamo, è stato incredibile. Il quartiere dove si trovava il nostro Bed & Breakfast Hostal casa de la Caridad, che a Cuba si chiamano “casa particulares” (dove “particular” non vuol dire solo particolare ma anche “privato”), èl’Avana vieja e li’ in un attimo si fa sentire l’estrema povertà della gente ma allo stesso l’estrema cordialità. La nostra casa particular è tenuta benissimo ma attorno le altre case cadono a pezzi (nel vero senso della parola); spesso all’interno delle case al posto dei muri ci sono cartoni e durante la stagione delle piogge rischiano veramente di crollare. Comunque la sistemazione in queste casas particulares sono ottime, non solo per l’accoglienza incredibile di chi ci lavora ma anche per avere la possibilità – per noi che parliamo un po’ di spagnolo – di parlare con le persone del posto. Qualche racconto lo lascerò per la fine del post. Negli alberghi a quattro o cinque stelle dubito che si riesca a vivere l’atmosfera della gente comune, quella che, insieme a monumenti e rivoluzioni, ha fatto e fa la storia della Cuba di oggi.

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I tetti sgarrupati dell’Avana

L’Avana ci piace. Da morire.

A noi tutte le città di mare sgarrupate ci fanno impazzire. Aria di mare, anche di povertà, ma di scambi, di colori, di gente cordiale e simpatica. Ad andare in giro, nonostante la sporcizia ogni tanto sempre pronta a spuntare (tranne nella pulitissima e ristrutturata Plaza Vieja, dove sembra di essere di Andalusia), ti sentivi davvero sicuro. Dopo averci spiegato che la prima parola d’ordine a Cuba era “avventura” (senza computer, internet, cellulari, indicazioni stradali chiare ecc.), la seconda era infatti “sicurezza”. Il paese è per gli standard europei molto povero ma non esiste, o quasi, delinquenza (c’era scritto anche nella guida). Non esistono rapine, né furti (almeno di non essere particolarmente sfortunati). Ed è vero, anche la sera tardi cammini tranquillamente tra le vie dell’Avana senza nessuno che ti disturbi. Sarà anche che più della metà della popolazione fa il poliziotto… ma attenzione, non pensate alla polizia che abbiamo in Italia… la maggior parte sono donne giovanissime che insieme alla pistola portano calze a rete vistose e acconciature all’ultima moda… le poliziotte sembrano le vostre migliori amiche (e del resto anche i poliziotti), quelle con cui passereste delle ore a parlare e bere un caffè.. Visitiamo il centro, il lungomare, che ci chiama Malecon, e vediamo per caso anche arrivare una delle prime navi da crociera MSC nel porto dell’Avana (per noi sembra una banalità e anche una mostruosità di nave.. ma i cubani sono contenti of the wind of change…)

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Le famose macchine anni ’50

Quello che dicono sulle farmacie è vero: sono quasi vuote e con delle file incredibili dei cubani per comprare le poche medicine in vendita. Attenzione pero’, si dice che il sistema sanitario cubano sia uno dei migliori al mondo. Sta di fatto che se cercate una tachipirina probabilmente non la troverete. Noi avevamo portato di tutto in valigia: dalla tachipirina agli antibiotici passando per pastiglie contro il mal di gola, cerotti, disinfettanti, spray antizanzare ecc…. Avevamo più medicine noi in valigia di tutte le farmacie di Cuba! 
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Le farmacie cubane: quasi vuote (e solo per cubani)

Un altro problema che non abbiamo riscontrato solo noi ma anche altre famiglie con bambini (almeno all’Avana vieja) è stata la mancanza di negozi di alimentari, dove comprare un gelato o un biscottino…. Dopo due giorni abbiamo iniziato ad organizzarsi e fare un po’ di scorta a colazione che mettevamo negli zaini e poi quando trovavamo quei pochissimi negozi dove vendevano almeno dei wafer brasiliani o biscotti colombiani, ne compravamo a volontà… Se non sbaglio se siete disperati cercate di raggiungere Teniente Rey in Plaza Vieja.. là andando verso Oficios se non sbaglio ci dovrebbe essere un negozio che vende non solo magliette ma anche biscotti (pochi, ma ne troverete!)

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Aprirò una breve parentesi sul cibo (che so che è un argomento che entusiasma soprattutto gli italiani), anche se c’è poco da dire. Ci avevano avvertito prima di partire che a Cuba “se comia fatal” ovvero che si mangiava malissimo, quindi lo sapevamo. Diciamo che non è che si mangia male, ma si mangiano sempre le stesse cose, non esiste varietà. Ci sono solo 3 piatti: pollo (80%), maiale (10%) e aragosta (10%) con qualche altro pesce non definito. Sempre questo. Tutti i giorni. I piatti di verdure (di solito: fagiolini, cavoli, qualche foglia di insalata) o insalate sono semplicissimi e con del pessimo olio  e l’unico piatto forte onnipresente è riso e fagioli. Di dolce c’è solo un flan al latte (buono, ma sempre quello) e di gusti di gelati 2: fragola e cioccolato (un surrogato del cioccolato) e cioccolato e fragola e fragola e cioccolato… ora ho capito il perché del titolo del film cubano Fragola e cioccolato… Detto questo vi consigliamo vivamente di mangiare anche nelle casas particulares perché il cibo è spesso molto meglio dei ristoranti, spenderete un po’ meno e le persone che le gestiscono sono di una cordialità incredibile!

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Casa particolar Fernand-2 di Vinales

Dopo quasi 4 giorni all’Avana, abbiamo preso una macchina a noleggio e siamo andati a Vinales, un posto in campagna dove siamo rimasti due giorni alloggiando nella casa particular che fa anche da ristorante (ottimo anche se semplice) Fernand-2. Abbiamo fatto una bellissima gita a cavallo e il secondo giorno siamo ripartiti per Trinidad. I bambini che amano gli animali non vorranno più venir via… la mattina sarete svegliati da un concerto tra cavalli, polli, galline, mucche, asini e chi più ne ha più ne metta…!!!

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Passeggiata a cavallo a Vinales

Il giorno che siamo partiti per Trinidad avremmo dovuto fare una sosta almeno a Santa Clara, dove c’è il mausoleo del Che, ma a parte appunto il mausoleo, la città è brutta (cosi’ ci hanno detto) allora abbiamo fatto una tirata, e prima che fosse calato il sole, siamo arrivati a Trinidad, a soli 15 minuti dal mare. Il fatto che cali il sole non è un dettaglio ma un’esigenza: perché l’illuminazione è inesistente sull’autostrada e guidare di notte non è consigliato se non si conosce la strada.

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L’autostrada non è quella che abbiamo in mente noi ma: una strada molto grande, a due direzioni, pressoché vuota, nella quale possono anche circolare calessi trainati da cavalli, polli e galline o persone che la attraversano tranquillamente a piedi. Gli autogrill sono quasi inesistenti ma ci sono comunque dei punti di sosta dove poter bere e mangiare qualcosa. Un’altra particolarità è che le macchine che ci sono sono le famose macchine americane anni ’50 o le LADA sovietiche anni ’70 che  non vanno a più di 80km/h, quindi nonostante tutti questi animali per strada, c’è sempre il tempo di frenare senza particolari problemi.

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Un altro “problema” da tenere in conto se siete un po’ diffidenti di natura è che spesso all’entrata dell’autostrada c’è una folla di cubani che vi chiederà un passaggio… vista la rapidità e frequenza dei mezzi locali… quindi coraggio, non vi mangeranno… anzi, vi potranno dare almeno delle buone indicazioni e a volte vi racconteranno la loro vita. Diretti a Trinidad provenendo dall’Avana siamo passati dalla zona montagnosa dell’Escambray, proprio dove il Che combatté la sua spietata guerriglia. Il posto è bello e i paesini anche. Vale la pena secondo noi anche se ci vuole un po’ più tempo che passare per la costa via Cienfuegos (la strada che abbiamo fatto per ritornare all’Avana da Trinidad).

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Trinidad è molto turistica ma vale la pena. E’ un villaggio dove ancora non esistono macchine e ogni casa è dipinta con un colore diverso. Ci sono cavalli e galline in ogni angolo. Sembra di fare un salto nel tempo di quasi 100 anni. Abbiamo alloggiato nella casa particular Juan Carlos Orbea y la China ed il trattamento è stato ottimo, stanze belle e pulite e tanta cordialità di tutta la famiglia che vi accoglie sulle immancabili sedie a dondolo!

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Trinidad, back to the future

Se andate a Trinidad e avete voglia di mare vi consigliamo la spiaggia dell’Ancon. La Routard ci aveva spaventato dicendo che c’erano degli insetti che ci avrebbero punto e le ferite sarebbero rimaste per settimane ma li’ ci hanno detto che arrivavano dopo le 5 del pomeriggio. E prima delle 5 del pomeriggio nessun insetto ci ha mai punto. Sicuramente se fossimo stati senza Valentina avremmo preferito visitare tutta l’isola fino a Santiago de Cuba o Guantanamo e fermarsi ogni tanto in queste spiagge meravigliose che non hanno molto da invidiare alle turistiche Cayo Largo o Cayo Santa Maria. Per non parlare di Varadero…
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Playa de l’Ancon a soli 15km da Trinidad

Abbiamo anche visitato in giornata da Trinidad la città di Cienfuegos. Abbiamo preso la carrozza, che ai bambini piace sempre molto, ed effettivamente è un modo per vedere posti e quartieri della città che altrimenti da solo non vedresti mai.

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Cienfuegos

Poi abbiamo ripreso la macchina, siamo ritornati all’Avana e il giorno dopo abbiamo preso un volo di soli 25 minuti con un aereo minuscuolo per l’isola di Cayo Largo

E QUI E’ INIZIATO IL NOSTRO VIAGGIO N. 2

 

A parte la bandiera all’entrata del villaggio turistico Sol Cayo Largo e il personale cubano, non si ha traccia in questo posto della vera Cuba. Tutto è pulito e perfetto, addirittura si può buttare la carta igienica nel water (cosa assolutamente proibita nella vera Cuba), la cucina è internazionale (e per una volta lo ammetto anch’io: meno male!) e non so come spiegare, ma è come essere in un villaggio turistico in Sardegna con fauna internazionale… anche li’ parlando spagnolo ci siamo messi a parlare con qualche coppia argentina… ma per il resto non abbiamo trovato gente molto cordiale…  scopriamo arrivando che esistono voli diretti dall’Italia e dal Canada, e questa è la ragione della quantità d’italiani e canadesi. I primi fortunatamente poco rumorosi e fastidiosi anche se sempre con il cellulare in mano in qualunque posto fossero, i secondi uno strano tipo di canadesi… che parlavano francese ma con atteggiamento americano…

Al villaggio il pacchetto è “all inclusive”, nel senso che paghi all’arrivo e poi puoi mangiare quello che vuoi a volontà.. Ci sono delle bellissime piscine, belle, ma occupate da gente di 150kg l’una (soprattutto tedeschi) che si bevono il loro cocktail restando a mollo…. Non c’è neanche bisogno di dirlo, in un posto con vista sulla piscina, TV in camera (completamente inesistente nelle casas particulares della Cuba vera), mare, buffet ecc. è il paradiso per i bambini. La nostra non voleva più ripartire ma restarci almeno 2 mesi.
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Villaggio Sol, Cayo Largo

Solo che il villaggio è collegato solo con due spiagge: playa Sirena con la musica a palla (la più turistica, dove organizzavano il temibile gioco per adulti – in italiano tra l’altro – “Buco mio buco tuo”… e “Il gioco delle posizioni”….) e playa Paraiso (la più bella) ma due spiagge sono un po’ pochine… La gita in barca pero’, che è valsa tutto il viaggio a Cayo  Largo, è stata eccezionale tra l’isola delle iguane (a chi piacciono…), l’acqua bassa per passeggiare e vedere le stelle marine e soprattutto il bagno nella barriera corallina… 10 e lode, niente da dire.
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Playa sirena

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La gita in barca… una passeggiata in paradiso?

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Playa paraiso

Chiaramente non esistono cubani che frequentano questi posti, tranne quelli che ci lavorano chiaramente Penso prima di tutto perché non se lo possono permettere, secondo perché non sarebbe il loro stile. Tra l’altro mi chiedevo cosa pensasse il personale del villaggio turistico di noi turisti. Ecco, in questione di sicurezza mi sono sentita meno al sicuro in questo villaggio turistico per stranieri ricchi che non nella povera ma cordiale Cuba. Il personale lavora dalle 6 alle 11 di mattina tutti i giorni per 20 giorni con sole due ore di riposo il pomeriggio per uno stipendio da fame. Da qui la necessità di lasciare un po’ di mance. Poi dopo 10 giorni di ferie casa loro ritornano al villaggio turistico. Noi, vista la pochissima socialità degli altri turisti, ci mettevamo a parlare con il personale cubano che era sicuramente più simpatico…

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Ancora Playa paraiso

La sera prima di ripartire siamo andati un po’ in giro proprio dietro il Campidoglio cubano. E li’ abbiamo visto una folla di persone, con tutte in mano il cellulare che con gli auricolari, stavano parlando su Skype con parenti lontani. Ci hanno fatto una tenerezza enorme. La guida ci ha spiegato che visto che a Cuba Internet non esiste o esiste molto poco sono quelli che lavorano negli alberghi che danno la password del wifi a parenti e amici tanto che all’ora X sono tutti sotto alle finestre degli alberghi per collegarsi anche loro e parlare per un po’ a parenti che sono magari solo in Florida ma non vedono da anni. Una scena troppo commovente!

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Plaza vijeja, una piccola Andalusia all’Avana

Avete presente le pubblicità in Europa? Tette, culi e cellulari? Ecco io personalmente sono stata molto colpita invece dagli slogan cubani come:

Jamas renunciaremos a nuestros principios
(non rinunceremo mai ai nostri principi)
Mas eficientes, eticos y revolucionarios para Cuba y para el mundo
(Piu’ efficienti, etici e rivoluzionari per Cuba e per il mondo)
El hombre crece con el trabajo que sale de sus manos
(l’uomo cresce con il lavoro che esce dalle sue mani)
Educa a tu hijo!
(educa tuo figlio!)
Cuando se trabaja con amor se obtiene resuldados
(quando si lavora con amore si ottiene risultati)
Ser culto para ser libre
(essere colto per essere libero)

… molta è propaganda, va be’, pero’ secondo me avremmo bisogno di uno scambio equo e solidale tra le loro idee e il nostro materialismo … se qualcuno al giorno d’oggi facesse una pubblicità in Italia che parlasse di ideali lo prenderebbero subito per matto… (e poi, quali ideali? parliamone…)

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NON RINUNCEREMO MAI AI NOSTRI PRINCIPI…

Quella che propaganda pero’ non è, è il progetto di scolarizzazione che ha trasformato Cuba dagli anni ’60, tanto che partendo da una popolazione in gran parte analfabeta hanno oggi una percentuale elevatissima di laureati e alcune delle scuole di medicina più rinomate del mondo. Noi abbiamo lasciato delle matite e dei pennarelli in una scuola di Cuba e ne sono stati felicissimi. Lasciate un po’ di spazio in valigia e donando qualcosa la vostra vacanza assumerà un sapore diverso e più umano. Un consiglio: mettete in valigia anche vestiti estivi e prodotti di prima necessità come shampoo, bagnoschiuma, assorbenti da donna, pannolini da bambini e vestiti. Alcuni vi fermeranno addirittura in strada per chiedervi gentilmente se avete dei vestiti da regalare. Altri nelle casas particulares saranno contentissimi se gli lasciate prodotti di igiene personale.

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Piccoli pionieri cubani crescono….

Vorrei chiudere questo post con un racconto di un signore simpaticissimo che lavorava nella casa particular dell’Avana. Ci ha raccontato che secondo lui la gente ora a Cuba è cambiata, non è più cordiale come una volta (si vede che non è mai passato in Svizzera!) perché negli anni ’80 Cuba era un “paradiso terrestre” (testuali parole, certo… rispetto a quello che è venuto dopo). Tutti si aiutavano e anche gli amici erano come una seconda famiglia mentre negli anni ’90 durante il cosiddetto “periodo speciale”  ognuno ha inevitabilmente cominciato a pensare solo a se stesso e alla propria famiglia. Con il crollo dell’Unione Sovietica infatti, l’economia cubana, esclusivamente dipendente dall’esportazione dello zucchero nel grande alleato comunista, rimase completamente paralizzata (zero importazioni e zero esportazioni). Il prezzo della monocultura, che la Rivoluzione non aveva voluto o saputo intaccare, si fece sentire pesantemente. Cuba non produceva abbastanza prodotti alimentari per sfamare la popolazione. Con lo zucchero e con il tabacco non si mangia. Bisogna dire che almeno i bambini e gli anziani furono in parte tutelati e la poca carne prodotta nel paese venne destinata a loro. Ma tutti gli altri restarono senza niente. Solo “arroz y frijoles”, riso e fagioli, ed estremamente cari. D’altronde anche ad avere i soldi c’era ben poco da comprare.  Gli slogan rivoluzionari apparvero completamente slegati dalla realtà, fiorirono criminalità e prostituzione e molti giovani scapparono su imbarcazioni di fortuna verso la Florida. Una cronaca cruda (ma parecchio cruda) di questo periodo è la Trilogia sucia de La Habana di Pedro Juan Gutiérrez. Nelle nostre giornate grigie in Europa pensiamo a chi ha mangiato riso e fagioli per 10 anni.. ed i nostri piccoli problemi quotidiani scompariranno in un secondo…

Un giorno ci torneremo a Cuba, di sicuro. Sarà cambiata, si, certo, ma io credo che sarà un bene. Noi era da 10 anni che volevamo andare a Cuba, ci siamo capitati in questo periodo di grosso cambiamento praticamente per caso, solo perché ci siamo sposati qualche mese fa. Siamo rimasti entusiasti di questo viaggio. Viaggio che francamente, con un po’ di spirito d’adattamento, consigliamo a tutti, grandi e bambini.

La nostra bambina è tornata entusiasta del viaggio, tanto che dice ancora oggi “certo si stava meglio a Cuba”… del resto i cubani adorano i bambini e si fermavano in continuazione a farle complimenti… era al centro dell’attenzione di tutti… certo non aspettatevi seggiolini per bambini in macchina (sostituiti con 4 asciugamani), pannolini, latte in polvere, menu speciali, TV in camera e gelati… ma si vede che la cordialità delle persone ha avuto il sopravvento.

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