Lingua e nazionalismo – Jezik i nacionalizam di Snjezana Kordic

Dalla caduta della Jugoslavia in Croazia si parla il croato e in Serbia il serbo? Col cavolo! La linguista croata Snjezana Kordic cerca di dimostrare quello che tutti sanno in realtà da sempre, senza mezzi termini e in maniera meticolosa: croati, serbi, bosniaci e montenegrini parlano la stessa lingua.

E’ possibile che una lingua sparisca cosi’ come fa uno stato o una nazione? E se si’, cosa significa?  All’improvviso parlano tutti una lingua diversa e non si capiscono più, cosi’ come in seguito al crollo della Torre di Babele? La linguista croata Snježana Kordić ha dato con un libro [Lingua e nazionalismo – Jezik i nacionalizam in lingua originale, 2010] una risposta semplice: NO. Dall’uscita di questo libro feroci polemiche sono scoppiate in tutto il paese.

 
In Croazia si parla il croato, in Serbia il serbo; questa era la formula dalla caduta della Jugoslavia: tutto separato come si deve. I puristi della lingua, che impartiscono al popolo da vent’anni lezioni di croato, contrattaccano veementemente. Il libro non è nient’altro che “spazzatura”, decreta l’autore di romanzi Hrvoje Hitrec, presidente del consiglio di cultura conservatore croato, affermandolo nell’orario di punta televisivo. Večernji list, la più grande testata giornalistica, da spazio per ben due pagine alla linguista Sandra Ham contro la Koridc, definendola un’ “eretica”. Hitrec [scrittore croato] denuncia addirittura il ministro della cultura croata alla polizia, perché aveva richiesto il libro (come del resto tutti i lavori accademici di lingua croata).

 

Mentre i nazionalisti si mettono sempre più’ sulla difensiva, il coraggioso editore della Kordic, Nenad Popovic, si lascia  forviare ben poco, cosi’ come l’autrice. E cosi’ lo affermano anche molti altri noti intellettuali croati, come il drammaturgo Slobodan Šnajder, il romanziere Milijenko Jergović  e il comico di satira Boris Dežulović. La stampa liberale fa con piacere una lista di tutte le assurdità che si rifanno alla tesi che il croato, serbo, bosniaco e montenegrino siano lingue diverse. Se fosse cosi’ allora ogni croato nascerebbe poliglotta, poiché padroneggerebbe automaticamente altre tre lingue. In un giornale si dice che delle 70 ambasciate croate al mondo solo una dichiara nel suo sito web che sia utile insieme all’inglese o al francese conoscere bene anche il serbo. Per le altre non c’è neanche bisogno di dirlo!

 
Semplice, chiaro e incorruttibile

Snježana Kordić, linguista di 46 anni con una laurea a Zagabria e una successiva carriera in Germania, dimostra senza mezzi termini e in maniera meticolosa quello che tutti sanno in realtà da sempre: croati, serbi, bosniaci e montenegrini parlano la stessa lingua. Solo che non le si da più’ il nome, come si faceva fino al 1991, di “serbocroato”, ma in ogni nuova nazione lo si fa in maniera diversa. Ma il presupposto, per il quale per dare un nome ad una lingua si usano non solo le particolarità linguistiche, ma anche la nazionalità del parlante, non lo considera valido: alla fine anche gli argentini non parlano “l’argentino”. Il criterio, per il quale una lingua si compone di un vocabolario comune per un lessico tra 75% fino all’85%, le quattro lingue slave de Sud lo rispecchiano a fatica. Solo le nuove parole, che dalla disgregazione della Jugoslavia sono state inserite come un un martello nella testa, soprattutto in Croazia, sono capite da quasi tutti i serbi, bosniaci o montenegrini. Perché alla fine sono state costruite dallo stesso materiale linguistico.

 
Kordić afferma in maniera semplice, chiara e incorruttibile: il serbocroato continua ad esistere indipendentemente dalle fantasie di politici nazionali come lingua “policentrica” – ,  cosi’ come sono parlati il tedesco, l’inglese, il francese e lo spagnolo in paesi diversi con diverse varianti.
 
La cosa ritenuta scandalosa del libro è che per la sua battaglia linguistica l’autrice non concede ai pazzi vincitori di guerra di una volta nessuno sconto. Per gli argomenti contro di loro la controparte non ha dovuto certo sforzarsi molto per venti lunghi anni; il contributo della linguistica per la difesa nazionale ideologica si trovava nei partiti, nelle case editrici e nelle redazioni, tanto per iniziare.  Ora […] il fronte nazionale sembra non poter offrire più’ niente. Tranne la rabbia: in seguito a manifestazioni pubbliche contro di lei nella sua città natale di Osijek e una minaccia di morte, Kordić non rende più noto ogni volta che torna in Croazia.
jeziknazionalizam

In Croazia, Serbia, Bosnia e Montenegro, dove proprio ora l’ultima nuova lingua è stata costruita [il montenegrino], Kordić ha già dato delle interviste. I dibattiti si assomigliano tutti. Anche a Belgrado la giovane accademica è stata criticata dal linguista locale di turno, perché anche a Belgrado aveva affermato che esisteva una lingua serbocroata.

 

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