Suonatemi L’autunno sta arrivando, cotogna mia – Svirate mi Jesen stize dunjo moja – Djordje Balasevic – 1983

Dopo l’ultima bella canzone contro la guerra inserita la settimana scorsa, lanciamoci oggi in una trilogia di canzoni che sono davvero  “d’amore, tristi e patetiche” come – non finiremo mai di ricordarlo – le definisce lo stesso cantautore 🙂   Del resto se lo dice lo stesso Djole, come non ironizzarci anche noi un po’ su… anche se visti i commenti lasciati dai fun di Balasevic su questa canzone su youtube… ci sarebbe poco da ironizzare…!! Del resto B. canta della vita vera, dei sentimenti veri…

In questa prima canzone il protagonista appena tornato dalla leva (che gli ha causato non pochi acciacchi), è invitato  al matrimonio della ragazza della porta accanto… non si capisce bene se sono stati insieme in passato o no ma si intuisce che c’è stata in passato una storia… poco contento, viene salvato da un gruppo di musicisti zingari che sono stati incaricati di suonare al matrimonio della ragazza e che per tirarlo su gli dicono: “Dai, su, lo so che per te non è facile… ma tu scegli una canzone e noi la suoneremo per tirarti un po’ su’ il morale!”

Il protagonista sceglie allora “Jesen stize dunjo moja” (“L’autunno sta arrivando cotogna mia”) che se ho capito bene dovrebbe essere una canzone di Oliver Dragojevic (esiste anche un bel libro di Paolo Rumiz dal titolo “La cotogna di Istanbul”. Le mele cotogne sono infatti un simbolo balcanico degli amori passionali, tormentati e spesso infelici… Ritornando a noi, la traduzione della canzone è di Lidija sul sito di Lyrics Translate.

 

 

Dall’album Celovecernji the kid, 1983

1983

 

SUONATEMI JESEN STIZE DUNJO MOJA

Quel mattino sono arrivato con la classe viaggiatrice
e poi dalla stazione verso casa in un baleno,
attraverso i giardini e le scorciatoie familiari
e durante la leva mi sono fatto un amico fino alla tomba,

l’artrite, souvenir dei giorni di guardia

Sono entrato sulla punta delle dita la madre era già sveglia

e si fece in fretta il segno della croce

Disse: “E’ passato come in attimo sei venuto nel momento giusto, perché ci sono delle nozze, di fianco a noi, e suoneranno per te, mentre tu sceglierai”

Nozze come altre e che c’è da raccontare

una parata di ebbrezza e kitch e la ben nota ragazza in bianco
Com’è solito, gli augurai salute e felicità mi strappò i fiori dalle mani e nascose gli occhi sotto il velo

In quel momento mi notarono gli zingari

il testimone aveva chiesto una canzone, ma sono arrivato io,
se ne fregano un sorriso largo e il dente d’oro
so che non è facile per te, ma oggi non essere scortese

ma ordina cosa suoneremo

Suonatemi “L’autunno sta arrivando, cotogna mia”,
il primo autunno,
che i tamburi suonino, in trans,
so che non è una canzone per fare festa e per delle nozze,
ma io devo sentire quella romanticheria
Suonatemi “L’autunno sta arrivando, cotogna mia”, ma piano, perché non mi sfugga qualche parola
Spostate i bicchieri e i boccali
spaccherei il mondo come per scherzo

Se solo per caso fosse di vetro, cotogna mia

Di rado vado a casa e scrivo ancor più di rado
e le immagini sono sempre più chiare
E quelle belle scacciano quelle brutte
ma qualche volta ordino da bere e così comincia tutto
E arrivo alle sue nozze

tutti i veri amori sono tristi

Non parlo di questo a nessuno

quell’onda passa in fretta e so che annegherò
La salvezza me la portano gli zingari
loro hanno cuore per ognuno di noi, non gliene frega a loro

Loro mi chiedono che suonare

Suonatemi “L’autunno sta arrivando”, il primo autunno…

VERSIONE ORIGINALE:

Toga jutra sam stigao putnickom klasom
pa kuci sa stanice casom
kroz baste i precice znane
a u vojsci sam stekao druga do groba
i hronicnu upalu zgloba
suvenir na strazarske dane

Usao sam na prstima
mati bese vec budna
i brzo se prekrstila
rece, proslo je ko za cas
bas si stigao dobro
jer svatovi su tu do nas
pa ce ti svirati, a ti ces birati

Svadba bese ko svadba
i sta da se prica
parada pijanstva i kica
i poznata cura u belom
vec po redu pozeleh im zdravlja i srece
iz ruku mi otela cvece
i sakrila pogled pod velom

Tad me spazise cigani
kum je trazio pesmu
al’ ja sam stig’o, briga njih
sirok osmeh i zlatan zub
znam da nije ti lako
al’ danas nemoj biti grub
nego zapovedi sta cemo svirati

Ref.
Svirajte mi jesen stize, dunjo moja
jesen rana, nek zazvone tambure u transu
znam da nije pesma ova
za veselje i svatovac
al’ ja moram cuti tu romansu

Svirajte mi jesen stize, dunjo moja
al’ polako da mi ne bi koja rec promakla
sklon’te case i bokale
razbio bih svet od sale
da je samo slucajno od stakla, dunjo moja

Retko odlazim kuci, a pisem jos redje
i slike su bledje i bledje
pa lepe potiskuju ruzne
al’ nekad porucim pice
i tako to krene
pa stignem u svatove njene
sve prave su ljubavi tuzne

Nikom ne pricam o tome
brzo dodje taj talas
i znam da cu da potonem
spas mi donose cigani, oni imaju srce
za svakog od nas, briga njih
oni me pitaju sta da sviraju

Svirajte mi jesen stize, dunjo moja

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