I luoghi del cuore: Sarajevo

Sarajevo opening

Apertura dei XIV Giochi Olimpici invernali a Sarajevo, 1984

Visitare Sarajevo era stato un mio grandissimo desiderio, da quando nel 1997, pochissimi anni dopo la fine della guerra in Bosnia, avevo letto “Racconti di Sarajevo” di Ivo Adric. Ero ero rimasta innamorata della descrizione della città in uno di questi racconti dal titolo “Lettera dal 1920”, che ho già commentato in un altro post. L’autore descriveva l’anima della città di Sarajevo e di come in realtà fosse facile descrivere la Bosnia come un covo dell’odio pronto ad esplodere ma che invece l’odio e le guerre fossero sentimenti e atteggiamenti umani presenti in tutti i popoli, non solo in quello bosniaco.

Fu cosi’ che 4 anni dopo ebbi l’occasione di visitarla e poi ci ritornai ancora 6 anni piu’ tardi. Queste sono state le uniche due volte che ho potuto visitare per ora Sarajevo ma, chi mi conosce lo sa, è sicuramente una delle città del mio cuore. Il mio compito è spronare la gente a partire, ad essere curiosi del mondo, anche di quello meno battuto, quindi coraggio, partiamo per un viaggio virtuale a Sarajevo… 🙂

Probabilmente se non sapete molto di questa città le uniche 3 cose che conoscete saranno queste (in ordine rigorosamente cronologico :-)): l’uccisione sul Ponte Latino dell’Arciduca Francesco Ferdinando nel 1914, le XIV Olimpiadi invernali tenutesi a Sarajevo nel 1984 e la terribile guerra e assedio della città negli anni ’90.

Premettiamo subito che un viaggio in Bosnia non puo’ e non deve avere lo stesso significato di uno a Barcellona o Santorini… A Sarajevo probabilmente non troverete una città da sballo per divertirvi come matti, ma una città che potrà regalarvi pero’ numerose sensazioni come molte emozioni, stupore, meraviglia, commozione… e state sicuri che non tornerete a casa delusi. Tutti quelli che “ho mandato” a Sarajevo sono tornati cosi’ toccati dalla visita di questa città che il loro commento è stato il piu’ significativo di tutti: il silenzio.

Le mie visite in questa città si sono succedute a distanza di pochi anni, nel 2001 e nel 2007. Ma state sicuri che solo ripensandoci, ad antrambe, mi riempio di commozione… va beh che io sono sensibile di natura, ma vi ripeto che questa città non puo’ lasciarvi indifferenti. Ecco, questo proprio no.

Del primo viaggio nel 2001, si parla già di sedici anni fa, ho dei ricordi frammentari. Non mi ricordo esattamente tutto quello che visitammo ma mi rimangono ancora oggi molte “sensazioni”: in particolare il profumo delle pite appena sformate, di una grande salita con tanti scalini da dove ammirammo il panorama della città, di un’altra tremenda salita sotto il sole poco dietro il centro con ai nostri piedi una distesa di tombe bianche musulmane; dove dormivamo, qualcosa come un diciassettesimo piano di un grattacielo, ancora crivellato in tutto e per tutto dai colpi delle granate (e dove ogni volta mi sembrava un miracolo che l’ascensore potesse funzionare e portarci sani e salvi a casa 🙂 ). Le granate… souvenir di una guerra che non era poi tanto lontana. Mi ricordo anche il mujedin che chiamava i fedeli alla preghiera alle 5 del mattino e io, da brava ignorante, mi chiedevo chi è che facesse quel dannato “rumore”… (nessuno nasce imparato, ricordiamolo 🙂 ) Mi ricordo una passeggiata solitaria in un “grande magazzino”, quasi vuoto, dove per caso trovai una cassetta (non CD, precisiamo) di un cantante del tutto sconosciuto: Djordje Balasevic 🙂 e qualche souvenir, come una maglietta diciamo abbastanza bruttina e ora completamente scolorita con la scritta della Coca Cola “Enjoy Sarajevo” e una tazza a cui tengo molto, ancora in cucina, anche se con il tempo si è un po’ rotta.

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I puntini rossi e le macchie di caffè mostrano i 16 anni della foto appesa in cucina  🙂

Durante il secondo viaggio nel 2007 ci arrivai già piu’ preparata. Nel frattempo mi ero laureata in “serbo” e “croato” nel 2004 (e il bosniaco? parliamone) e negli anni successivi avevo già dato molti esami di storia, sempre con programmi speciali sulla storia della ex Jugoslavia 🙂 con libri come “Storia della Jugoslavia” del Krulic, Bianchini, Pirjevec, Rumiz ecc., e chi piu’ ne ha piu’ ne metta 🙂 Chiaramente si parla in questo caso di una passione, non solo di esami all’università. Aggiungo solo che nel frattempo avevo dato anche un bellissimo esame sulla storia dell’Islam (ed in particolare dell”Islam in Bosnia) dove finalmente mi era stato chiaro come il “rumore” che avevo sentito nel 2001 altro non era che il mujedin che chiamava i fedeli musulmani alla preghiera…la prima delle cinque… 🙂

Nel 2007 ci arrivavo “preparata”, è vero, ma fu comunque una commovente riscoperta ripasseggiare in quelle strade, ritornare sul Ponte Latino, rivedere i geranei alle finestre di quelle belle casette stile austriaco che cosi’ bene si sposavano con l’architettura ottomana e con quei grattacieli che poi cosi’ brutti non mi sono mai sembrati. Ho visitato anche il Museo del Tunnel di Sarajevo e fatto un bel giro in un bus turistico che mi ha permesso di vedere Sarajevo da un altro punto di vista e di fare belle foto.

Unica (grossa) differenza: nel 2001 arrivai a Sarajevo dalla Croazia, nel 2007 dalla Serbia… Nel primo viaggio in un torrido agosto mi ricordo un paesaggio abbastanza brullo partendo da Spalato, passando dal Brusko Jezero e arrivando a Sarajevo prestissimo (o comunque di mattina), nel secondo siamo arrivati partendo da Belgrado, costeggiando il fiume Drina, avvolti dai colori dell’autunno bosniaco e siamo arrivati a Sarajevo di notte, passando dalla famigerata Pale, salendo in collina, scorgendo le luci di Sarajevo in basso, come una piccola perla che avremmo scoperto il giorno dopo.

C’è chi parla di “contrasti” parlando di Sarajevo, a me è sempre sembrato l’opposto. Tutte queste differenze, architettoniche, religiose, culturali mi sono sempre sembrate sparire, evaporarsi come per magia e li’, passeggiando per quelle strade, sentire invece l’odore dell’unione dei diversi che in un solo luogo sembrano ritrovarsi uguali nelle loro differenze.

E ora un po’ di foto. E silenzio.

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La Bascarsija

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Preghiera serale nella moschea Gazi Husrev-beg

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Un giro turistico in bus

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Il famoso “Ponte Latino” dove Gavrilo Princip uccise l’erede al trono Francesco Ferdinando

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I tetti di Sarajevo…

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Il Tunnel di Sarajevo e il museo adiacente

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S’alzano i roghi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe… Cupe Vampe, CSI

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L’uomo multiculturale costruirà il mondo (speriamo… 🙂 )

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