Slava – Slovenska – Djordje Balasevic – 1985

La nonna slovena, e quindi slava, di mio marito diceva sempre, quando aveva un brivido di freddo, che “la morte le era passata accanto”. Non so se sia questa una delle possibili caratteristiche dell’animo slavo, non so neanche se ci sia una vera definizione, comunque si puo’ dire che tendenzialmente si tratta di un temperamento non certo solare ma teso all’introspezione, alla tristezza o meglio alla malinconia. Si sa pero’ che quando son di umore nero allora scrivo, e allora è venuta fuori una delle canzoni piu’ belle (e struggenti) di Balasevic, con una delle sue piu’ toccanti strofe che sembra riassumere in un attimo “Alla luna” di Leopardi, secoli di filosofia, l’uomo col naso all’insu’ in cerca di risposte esistenziali:

“Mi spaventa il bagliore di un milione di stelle quando si accendono nel cielo, dov’è la fine di ciò? Per chi hanno scavato una fossa così bella? Perché questo capita? L’uomo risolve qualcosa? o siamo qui solo per mantenere l’equilibrio tra le stelle?”

Alla malinconia e paura della morte sembra ci sia un solo rimedio: il qui e ora, il carpe diem, un abbraccio, un bacio. L’amore.

abbraccio

Ma come mi era potuta sfuggire?

Informazione di servizio: Balasevic terrà un concerto il 10 giugno di quest’anno a Cakovec. Se passate di li’… 🙂

La traduzione è stata già fatta dalla bravissima Lidija, tratta dal sito Lyrics Translate.

Dall’album 003, 1985
003

SLAVA*

Portato dal sospiro del sonno un piccione nero è volato sul mio palmo
perché, chi lo sa, ma quella mattina l’ho accolto stanco
Come se anch’io avessi volato con lui, con le ali pesanti, di piombo
e avessi visto il mondo nascosto dietro le nuvole dorate

Se muoio giovane, sulla mia tomba pianta solo un rosmarino
non permettere allora che ci facciano un triste terzo atto
che non tengano per favore discorsi per me, che tessino allori a qualcun altro
se muoio giovane, fermato nel passo e nel sogno

Oh abbracciami ora, forte, meglio che puoi e non cedermi a un uccello nero

Oh no, non preoccuparti, passerà in un attimo, io sono solo un po’ pazzo e innamorato

Nelle mie vene se ne sta solitario l’antico nord
e io a volte non so cos’ha
perché fa il pazzo, dalla felicità tesse tristezza la mia semplice anima slava

Mi spaventa il bagliore di un milione di stelle quando si accendono nel cielo
Dov’è la fine di ciò? Per chi hanno scavato una fossa così bella?
Perché questo capita? L’uomo risolve qualcosa? O siamo qui solo per mantenere l’equilibrio tra le stelle?

O, abbracciami ora, forte, meglio che puoi e non cedermi a un uccello nero

O no, non preoccuparti, passerà in un attimo, io sono solo un po’ pazzo e innamorato

Nelle mie vene se ne sta solitario l’antico nord e io a volte non so che cos’ha
Perché fa il pazzo, dalla felicità tesse tristezza la mia semplice anima slovena

Versione originale:

SLOVENSKA

Nošen dahom sna doleteo je crni golub na moj dlan.
Zašto, k’o da zna, al’ to sam jutro dočekao umoran.
K’o da sam i ja leteo s njim, krilima teškim, olovnim,
i video svet sakriven iza zlatnih oblaka.

Ako umrem mlad, posadi mi na grobu samo ruzmarin.
Ne dozvoli tad da naprave od toga tužni treći čin.
Nek’ mi ne drže govore, nek’ drugom pletu lovore,
ako umrem mlad, zaustavljen u koraku i snu.

O, zagrli me sad, jako, najbolje što znaš
i nemoj crnoj ptici da me daš.

O ne, ne brini, proći će za tren,
ja sam samo malo lud i zaljubljen.

U mojim venama davni sever samuje
i ja ponekad ne znam šta mu je,

Što luduje, od sreće tugu tka
moja prosta duša slovenska.

Uplaši me sjaj milion sveća kad se nebom popali.
Gde je tome kraj? Za kog su tako dubok zdenac kopali?
Zašto se sve to dešava, da l’ čovek išta rešava
il’ smo samo tu zbog ravnoteže među zvezdama?

O, zagrli me sad, jako, najbolje što znaš
i nemoj crnoj ptici da me daš.

O ne, ne brini, proći će za tren,
ja sam samo malo lud i zaljubljen.

U mojim venama davni sever samuje
i ja ponekad ne znam šta mu je,

Što luduje, od sreće tugu tka
moja prosta duša slovenska

Commento di Lidija: “Con “slovenska” non s’intende “slovena” come viene inteso in italiano (agg. femm. di possesso che indica qualcosa di proveniente dalla Slovenia), che in serbo si dice “slovenacka”, per distinguere i due termini appunto. Infatti mentre tutti i popoli dell’ex-Jugoslavia sono “Sloveni” (agg. “slovensko”), solo quelli di nazionalità slovena sono “Slovenci” (agg. “slovenacko”). Una traduzione che potrebbe rendere maggiormante di “slovena” è forse “slava”. Io ho preferito infatti intitolarla “slava” perchè altrimenti in italiano viene immediatamente in mente la Slovenia 🙂

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