ELEONORA (l’EPIFANIA) – ELEONORA (NA BOGOJAVLJENSKU NOC) – 2001

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Ripartiamo con una canzone non proprio allegra… con una delle strofe pero’ più famose di Balasevic su colei che aveva amato: ” è stata la mia piccola fedele Sancho Panza, la mia amante, la mia compagna e la mia mia migliore amica”. “Eleonora” fa parte dell’album “Dnevnik starog momka” del 2001.

 

 

ELEONORA

E’ l’Epifania
i marroni sono stati tostati e si spezzano le pagnotte
si appendono ghirlande di fichi e campanelle
nella stanza davanti del mio amico
questa è la forza dell’abitudine già da tanto tempo

Senza un invito
la compagnia si raduna davanti alla stessa icona
attorno alla nera tavola tedesca
che ha già visto matrimoni e banchetti funebri

sono visto come un ospite raro dalle mie vecchie parti
ma so cosa pensano anche quando dormono
e anche loro forse mi conoscono bene
perché neanche ubriachi si permettono di nominare il suo nome

la passione è una bestia strana
da quell’amore per un litigio stupido
tutte le navi sono affondate nella burrasca del silenzio
e l’equilibrio viene meno

Ma è il tuono a scegliere la quercia
o è la quercia a mettersi in mezzo ai fulmini?
per questo veramente nessuno lo sa
è solo Dio a saperlo
è solo un caso, forse

E’ stata la mia ultima opportunità
avevo appena iniziato il mio gioco
la mia piccola fedele Sancho Panza
la mia amante, la mia compagna
e la mia mia migliore amica

Loro non parlano di lei
e io non chiedo niente
alzo la bottiglia e la notte
e qui e là in quella croce mi nascondo

Il Danubio mi sta già portando via
trionfo sulle mie ombre
ma non me ne importa nulla
e poco riesce a farmi riconciliare con me stesso e mi basta
tranne forse lei

quando il diavolo taglia i ponti
tutto va alla rovescia
i piatti cadono, il padrino si addormenta
o quei dolci di Londra* non vanno bene?
come qualcosa di bello in tempi belli

uno stile composto male
piatti cinesi, tovaglioli all’uncinetto
un modello dalla vetrina e scarpe di due anni fa
ma tutto viene livellato dal vino Riesling

Il Danubio mi sta già portando via
trionfo sulle mie ombre
ma non me ne importa nulla
e poco riesce a farmi rinconciliare con me stesso e mi basta
tranne forse lei

ELEONORA

Na bogojavljensku noc
peku se kesteni, lome se pogace
a venci smokava i praporci se pokace
u prednjoj sobi mog bace
to je vec navike moc

Bez slova poziva
drustvo se sastalo pod istom ikonom
za crnim svapskim astalom
sto pamti svadbe i dace

Redak sam gost u starom kraju
al’ znam sta misle i u snu
i oni mene kanda znaju
jer cak ni pripiti ni da pomenu nju

Cudna je zvercica strast
od one ljubavi zbog glupe svadjice
u buri cutanja potonule su ladjice
i minus na kraju salda

Da l’ grom odabira hrast
ili se to pak hrast munjama nametne
za to bas nemam reci
Bog zna kako pametne
to je ta sudbina, valjda

Bila je moja zlatna sansa
a tek sam naceo svoj krug
moj mali verni Sanco Pansa
moja ljubavnica, saborac
i moj najbolji drug

Oni ne pricaju o njoj
a ja se ne raspitkivam
ukrstim politru i noc
i tu i tamo na taj krst se prikivam

Vec me i Dunav pretice
moja me senka spotice
al’ nista me se ne tice
i malo sta me pomera i dotice
sem mozda nje

Kad djavo precepi spil
sve krene naopako
svale se vanglice, zadrema kum
il’ nesto nisu ove London-stanglice
k’o kad god, u doba slavna

Pogresno uklopljen stil
kinesko posudje, salvete heklane
model iz izloga a cipele od preklane
no, rizling sve to poravna

Vec me Dunav pretice
vec me senka spotice
nista me se ne tice
nista me ne dotice

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